milanovarese - Benvenuti @ San Calist

Vai ai contenuti

Milano Varese 91-78

Ricordo che era il 21 marzo del 1985.

Vivevo da solo, a Milano, e quella sera decisi di avventurarmi nella preparazione di un piatto caratteristico della mia Roma, famoso per la semplicità degli ingredienti, per il gusto intenso, per la velocità di preparazione: gli spaghetti alla carbonara.
La mia esperienza culinaria era praticamente nulla, ma era giunto il momento di mangiare bene, interrompendo la lunga striscia di cene a base di affettati, formaggi, e, nei momenti di massima creatività, di minestrine esaltate dal sapore del dado.

Avevo poco tempo, non volevo perdermi la finale di Coppa Korac di basket tutta italiana, Milano contro Varese, in diretta da Bruxelles.

Velocemente, ordinai sul tavolo della cucina 300 grammi di spaghetti, 100 grammi di pancetta affumicata, 2 uova, il pecorino grattugiato, il pepe, il sale grosso per l’acqua di cottura della pasta, ed il trittico per l’irresistibile soffritto: aglio, olio e peperoncino.
Di corsa. La pentola con l’acqua sul fuoco, il padellino con l’olio, l’aglio, il peperoncino e la pancetta a dadini per la giusta rosolata. Di corsa, le 2 uova sbattute nel piatto da portata ed abbondantemente spolverate di pepe e pecorino.
Di corsa. La pasta al dente scolata sopra il robusto condimento, fase delicatissima, gli spaghetti e le uova si devono amalgamare senza creare “l’effetto frittata”, rovesciare sopra il contenuto del padellino, mescolare rapidamente. Ancora pepe e pecorino, in grande quantità.
Ce l’avevo fatta. Andai a sedermi sul letto, davanti la tv.

Ricordo la prima ingorda forchettata ad inizio partita, e di aver divorato in 3 minuti quel mezzo chilo di beatitudine.
Ricordo i primi canestri, e ricordo di aver chiuso gli occhi per un istante.
Quando li riaprii, i giocatori di Milano si stavano abbracciando festosi, al termine dei quaranta minuti di gioco effettivo, ben oltre un'ora di diretta televisiva.
Non ricordo altro.

Massimo Pelliccia

Torna ai contenuti